| PRESENTAZIONE |
Consiglio di Amministrazione
Presidente: Giorgio Faletti
Consiglieri: Alessandra Patrucco Paracchino, Fabio Saracco
Consiglio generale: Antonio Ferrero, Piero Ghia, Alberto Ghigo
Revisore dei conti: Sabrina Gaglione
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| Operazione LIBRO APERTO |
Procedura di trasparenza relativamente alle prestazioni rese dalla Biblioteca Astense - [vai]
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| CARTA dei SERVIZI |
Cos’è
e perché una Carta del servizio
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la carta dei servizi]
La Carta dei Servizi della Biblioteca, come previsto
dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.01.1994,
descrive le modalità di erogazione dei servizi della Biblioteca allo scopo di favorire un rapporto diretto tra
la Biblioteca e propri utenti
Nella
Carta del servizio ogni soggetto erogatore di un servizio pubblico
predefinisce e rende noti all'esterno i "principi fondamentali"
ai quali ispira la sua attività:
- i
fattori di qualità, cioè le caratteristiche di qualità
che l'utente prevalentemente si attende dallo svolgimento delle
varie attività istituzionali;
- gli standard, cioè i livelli o gli obiettivi quantitativi
e qualitativi ai quali, in considerazione delle attese dell'utenza,
dovranno tendere le attività della struttura organizzativa;
- la valutazione, cioè i meccanismi approntati per verificare
e monitorare costantemente l'attività svolta, anche al
fine di praticare correttivi in itinere;
- le procedure di reclamo, cioè i mezzi o i rimedi messi
a disposizione degli utenti per segnalare disfunzioni.
Regole,
criteri, procedure, oltre ad essere esplicitati sulla carta, devono
corrispondere a reali comportamenti tenuti nell'erogazione del servizio.
Ogni biblioteca, seppure nell'osservanza di un minimo di criteri-base
(principi, standard, fattori, procedure di reclamo, valutazione
del servizio, ecc.), formula autonomamente e in modo originale il
suo documento con l’indicazione di standard differenti e rapportati
al livello reale di erogazione del servizio di quella biblioteca.
La
Biblioteca Astense ritiene opportuno, nello spirito sopra descritto,
procedere all’adozione della Carta dei servizi, anche in ragione
del forte sviluppo che tali servizi hanno avuto nella area di sua
competenza, che per la particolare figura consortile si estende
a tutto il territorio della Provincia di Asti.
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la carta dei servizi] |
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| BREVE STORIA |
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| 1700 |
Fin dal 1738 esisteva in Asti una Biblioteca aperta al pubblico, grazie a un legato del vescovo Monsignor
Todone, che aveva reso disponibile a tutti il cittadini il cospicuo patrimonio bibliografico del Seminario
astigiano. Questo servizio pubblico fu interrotto più volte a causa delle ripetute occupazioni militari
dei locali del Seminario durante la dominazione napoleonica prima e le campagne del '48 e '49 e poi
nuovamente nel 1858 e 1859, anno in cui la chiusura divenne definitiva. |
| 1800 |
Dagli inizi degli anni '50 del 1800 in un clima di grande fervore e rinnovamento cominciò a farsi strada
la volontà di istituire una struttura municipale di pubblica lettura: ma a una prima delibera del dicembre
1853, sostanziata soprattutto da donazioni di singoli cittadini, seguirono lunghi anni di ritardo del
progetto, che la stampa locale non mancò di sottolineare.
Nel 1870 compare sulla stampa locale la notizia dell'apertura della Biblioteca Popolare Permanente e
Circolante, specialmente destinata a fornire alle classi popolari i mezzi di “conservare … le cognizioni
acquistate nelle scuole elementari … avendo potuto provvedere una considerevole quantità di libri … ed
essendosi dalla giunta municipale concesso, oltre l'uso di un buon numero di libri spettanti al Municipio,
un conveniente locale nel civico collegio”.
La biblioteca Civica di Asti, intitolata a Vittorio Alfieri, verrà aperta ufficialmente al pubblico il 18 marzo
1873 nel Civico Collegio, dopo che nella Biblioteca Circolante saranno confluiti i volumi del Gabinetto di
lettura popolare e circolante Vittorio Alfieri, altro circolo nato alla metà degli anni '60 grazie al sostegno
economico del banchiere Lazzaro Artom e della famiglia Ottolenghi. |
| 1900 |
Nell'ultimo quarto del 1800 la Biblioteca accrebbe il proprio patrimonio grazie ai lasciti di privati, ma
cominciò a soffrire dell'inadeguatezza degli spazi e di finanziamenti insufficienti.
Nel 1903 tuttavia, nel
clima di euforia e grandi ambizioni legato alla celebrazione del primo centenario della morte di Vittorio
Alfieri, la Biblioteca trovò nuova e migliore collocazione nel palazzo natale del poeta, acquistato e donato
alla cittadinanza da Leonetto Ottolenghi perché divenisse sede delle maggiori istituzioni culturali astigiane.
Conservatore della Biblioteca fu per lunghi anni l'erudito storiografo Niccola Gabiani, la cui ricca raccolta
(oltre 8000 volumi) acquistata dal Municipio alla sua morte nel 1940 costituisce il nucleo principale della
sezione locale.
Dal 1903 la sede della Biblioteca è rimasta immutata, anche se oggetto di modifiche e trasformazioni,
l'ultima delle quali alla metà degli anni '90. Variata è invece la denominazione e la figura giuridica
dell'Ente: a partire dal 1961 e fino al 2011 la Biblioteca è stata gestita nella forma di Consorzio tra
Amministrazione Comunale e Provinciale. |
| 2000 |
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Dal 1 gennaio 2012 il Comune ha istituito la Fondazione
Biblioteca Astense, cui ha aderito la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. |
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