| PRESENTAZIONE |
La Biblioteca Astense dal 1961 è un Consorzio tra Comune
e Provincia e svolge il servizio di pubblica lettura per gli
abitanti della città e del territorio provinciale.
È retta da un Consiglio di amministrazione formato
da 4 membri e da un presidente nominati dal Sindaco e dal
Presidente della Provincia.Il Consiglio dura in carica 4 anni
Dal
luglio 2007 il Presidente della Biblioteca Astense è:
Ottavio Coffano
Gli ltri componenti del Consiglio sono:
Mariangela Carbone
Stefano Labate
Silvana Mastarone
Ferruccio Zanchettin |
| Operazione LIBRO APERTO |
Procedura di trasparenza relativamente alle prestazioni rese dalla Biblioteca Astense - [vai]
|
| SCARICA IL BILANCIO |
|
|
| CARTA dei SERVIZI |
Cos’è
e perché una Carta del servizio
[scarica
la carta dei servizi]
La Carta dei Servizi della Biblioteca, come previsto
dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.01.1994,
descrive le modalità di erogazione dei servizi della Biblioteca allo scopo di favorire un rapporto diretto tra
la Biblioteca e propri utenti
Nella
Carta del servizio ogni soggetto erogatore di un servizio pubblico
predefinisce e rende noti all'esterno i "principi fondamentali"
ai quali ispira la sua attività:
- i
fattori di qualità, cioè le caratteristiche di qualità
che l'utente prevalentemente si attende dallo svolgimento delle
varie attività istituzionali;
- gli standard, cioè i livelli o gli obiettivi quantitativi
e qualitativi ai quali, in considerazione delle attese dell'utenza,
dovranno tendere le attività della struttura organizzativa;
- la valutazione, cioè i meccanismi approntati per verificare
e monitorare costantemente l'attività svolta, anche al
fine di praticare correttivi in itinere;
- le procedure di reclamo, cioè i mezzi o i rimedi messi
a disposizione degli utenti per segnalare disfunzioni.
Regole,
criteri, procedure, oltre ad essere esplicitati sulla carta, devono
corrispondere a reali comportamenti tenuti nell'erogazione del servizio.
Ogni biblioteca, seppure nell'osservanza di un minimo di criteri-base
(principi, standard, fattori, procedure di reclamo, valutazione
del servizio, ecc.), formula autonomamente e in modo originale il
suo documento con l’indicazione di standard differenti e rapportati
al livello reale di erogazione del servizio di quella biblioteca.
La
Biblioteca Astense ritiene opportuno, nello spirito sopra descritto,
procedere all’adozione della Carta dei servizi, anche in ragione
del forte sviluppo che tali servizi hanno avuto nella area di sua
competenza, che per la particolare figura consortile si estende
a tutto il territorio della Provincia di Asti.
[scarica
la carta dei servizi] |
|
|
| BREVE STORIA |
|
| 1700 |
Fin dal 1738 esisteva in Asti una Biblioteca aperta al pubblico, grazie a un legato del vescovo Monsignor Todone, che aveva reso disponibile a tutti il cittadini il cospicuo patrimonio bibliografico del Seminario astigiano. Questo servizio pubblico fu interrotto più volte a causa delle ripetute occupazioni militari dei locali del Seminario durante la dominazione napoleonica prima e le campagne del '48 e '49 e poi nuovamente nel 1858 e 1859, anno in cui la chiusura divenne definitiva. |
| 1800 |
Dagli inizi degli anni '50 del 1800 in un clima di grande fervore e rinnovamento cominciò a farsi strada la volontà di istituire una struttura municipale di pubblica lettura: ma a una prima delibera del dicembre 1853, sostanziata soprattutto da donazioni di singoli cittadini, seguirono lunghi anni di ritardo del progetto, che la stampa locale non mancò di sottolineare. Così scriveva il settimanale "L'Astigiano" dell'8/2/1854:
abbiamo una biblioteca [che] invece di essere accresciuta e stare aperta al pubblico … è messa a disposizione dei topi che vi mangiano S. Tommaso e S. Agostino a pieno dente
e due anni dopo "Il Cittadino" 30/11/1856:
cogliamo quest'occasione per raccomandare a tutti di adoperarsi affinché sorga realmente una biblioteca municipale imperocché finora, dobbiamo dirlo con rammarico, questa è soltanto un desiderio e nulla più
Ma la situazione ristagna, peggiora ulteriormente nel 1859 a seguito della chiusura della biblioteca del Seminario e si inasprisce negli anni successivi, quando la mancata apertura della biblioteca civica viene vissuta come una questione di orgoglio municipale. Secondo "Il Cittadino" (13/2/1870) Asti non può tollerare oltre questa situazione:
È anche tempo che si provveda ad ogni modo perché tale privazione cessi e con essa il fatto vergognoso di veder omesso il nome di Asti nella Statistica delle Biblioteche nel Regno d'Italia, quando vi figurano quelle di piccole città come Varallo, Crescentino … e altre consimili.
Nel 1870 compare sulla stampa locale la notizia dell'apertura della Biblioteca Popolare Permanente e Circolante, specialmente destinata a fornire alle classi popolari i mezzi di conservare … le cognizioni acquistate nelle scuole elementari … avendo potuto provvedere una considerevole quantità di libri … ed essendosi dalla giunta municipale concesso, oltre l'uso di un buon numero di libri spettanti al Municipio, un conveniente locale nel civico collegio.
La biblioteca Civica di Asti, intitolata a Vittorio Alfieri, verrà aperta ufficialmente al pubblico il 18 marzo 1873 nel Civico Collegio, dopo che nella Biblioteca Circolante saranno confluiti i volumi del Gabinetto di lettura popolare e circolante Vittorio Alfieri, altro circolo nato alla metà degli anni '60 nelle more dell'istituzione della biblioteca municipale grazie al sostegno economico del banchiere Lazzaro Artom e della famiglia Ottolenghi, esponenti di una propensione della comunità ebraica al mecenatismo che conoscerà in seguito episodi di portata ben maggiore.
|
| 1900 |
Nell'ultimo quarto del 1800 la Biblioteca accrebbe il proprio patrimonio grazie ai lasciti di privati, ma cominciò a soffrire dell'inadeguatezza degli spazi e di finanziamenti insufficienti, anzi in costante diminuzione. Nel 1903 tuttavia, nel clima di euforia e grandi ambizioni legato alla celebrazione del primo centenario della morte di Vittorio Alfieri, la Biblioteca trovò nuova e migliore collocazione nel palazzo natale del poeta, acquistato e donato alla cittadinanza da Leonetto Ottolenghi perché divenisse sede delle maggiori istituzioni culturali astigiane.
Conservatore della Biblioteca fu per lunghi anni l'erudito storiografo Niccola Gabiani, la cui ricca raccolta (oltre 8000 volumi) acquistata dal Municipio alla sua morte nel 1940 costituisce il nucleo principale della sezione locale.
Dal 1903 la sede della Biblioteca è rimasta immutata, anche se oggetto di modifiche e trasformazioni, l'ultima delle quali alla metà degli anni '90. Variata è invece la denominazione e la figura giuridica dell'Ente: dal 1961 la Biblioteca Astense è un Consorzio tra Amministrazione Comunale e Provinciale
|
|
|