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L’iniziativa, a cura della Biblioteca Astense, recupera un nome e un’idea originale degli anni ’60: rimettere in gioco i romanzi giunti secondi e terzi ai maggiori premi letterari nazionali e offrir loro una seconda chance, una sentenza d’appello. Il premio, promosso dall’Ente per il Turismo Astigiano e presieduto dallo scrittore Leonida Répaci, ebbe il merito di premiare esclusi di vaglia quali Anna Banti per Noi credevamo e Italo Calvino per Le cosmicomiche.
Ora la sollecitazione a riprendere l’iniziativa viene da Paolo Conte, l’avvocato chansonnier astigiano, ed è stata accolta con entusiasmo dalla Biblioteca Astense, che si farà carico dell’organizzazione, e dalla Regione Piemonte.
La giuria sarà composta da alti magistrati e giuristi: un modo autorevole e ironico di sottolineare l’analogia del premio con un iter processuale.
Ai sei voti dei ‘togati’ si sommerà un voto espresso da una giuria a latere, composta dai soci della Associazione Amici del Premio Asti d’Appello.
Presidente della giuria sarà Paolo Conte.
L’assegnazione dell’unico premio di 10.000 euro è fissata per la fine di novembre.
La sede organizzativa del premio è presso la Biblioteca Astense, Asti, Corso Alfieri 375 |